Centro Culturale Blaise Pascal

Sulla Fragilità e sul Limite

13 marzo 2026Fonte: Padù Company

L'articolo riflette sulla tragedia avvenuta a Perth, in Australia, dove due genitori hanno ucciso i figli autistici e poi se stessi, evidenziando una profonda difficoltà culturale nel concepire una vita buona quando essa è segnata dal limite. La società contemporanea, infatti, tende a misurare l'esistenza attraverso categorie come efficienza, autonomia e prestazione, rendendo la disabilità una "vita senza sbocco". Questo porta molte famiglie a confrontarsi con la domanda angosciante: "che ne sarà di mio figlio quando non ci sarò più?", e la solitudine può trasformarsi in disperazione quando la speranza si affievolisce.

L'autore cita l'osservazione di suo figlio riguardo alla sorella con sindrome di Down: "Guardano quello che fanno, non quello che sono". Questa frase critica la tendenza sociale a valutare le persone in base a ciò che producono o alle loro competenze, ignorando il loro valore intrinseco. Pensatori come il teologo ortodosso Ioannis Zizioulas hanno sottolineato che l'identità personale si realizza nella relazione, non solo nelle capacità. Anche Nancy Eiesland e Deborah Creamer hanno contribuito a questa riflessione, proponendo un "modello del limite" che vede la vulnerabilità non come un'eccezione da nascondere, ma come una dimensione intrinseca della condizione umana. Tutti, infatti, sperimentano dipendenza e bisogno degli altri; le persone con disabilità rendono visibile in modo permanente questa impossibilità di bastare a se stessi.

Il gesuita Justin Glyn rafforza l'idea che l'esperienza del limite non separa, ma unisce le persone in una comune condizione di vulnerabilità. La tragedia di Perth, quindi, non è solo un dramma individuale, ma rivela una più ampia difficoltà culturale nell'immaginare un futuro per la vita fragile. Se il compimento dell'esistenza è identificato con autonomia e autosufficienza, ogni forma di dipendenza appare come una sconfitta. Tuttavia, come affermava Romano Guardini, "la persona è sempre più grande delle sue funzioni" e il suo valore non coincide con ciò che fa. L'articolo conclude che, anche nelle situazioni più difficili, è possibile trovare speranza riconoscendo che la fragilità non annulla il valore di una persona, indipendentemente dalle sue condizioni.