Centro Culturale Blaise Pascal

Stati Uniti contro Iran: una violazione del diritto?

4 marzo 2026Fonte: Corrispondenza romana
di Roberto de Mattei

L'articolo di Roberto de Mattei su Corrispondenza Romana analizza l'intervento militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, sollevando la questione della sua legalità secondo il diritto internazionale. La Corea del Nord, la Russia e la Cina hanno definito l'azione una «violazione cinica del diritto», mentre anche molti giornali occidentali di sinistra hanno criticato l'operazione come un «ennesimo colpo inferto al diritto internazionale. È la violazione clamorosa della norma fondamentale della carta delle Nazioni unite, che nel suo articolo 2 vieta l’uso della forza contro uno Stato sovrano», e la «proclamazione ufficiale, da parte della più grande potenza militare del mondo, della legge del più forte quale nuova norma fondamentale dei rapporti internazionali».

De Mattei contesta questa visione, sostenendo che la legge del più forte ha in realtà governato le relazioni tra gli Stati per oltre due secoli, fin dalle guerre napoleoniche e l'unificazione italiana, avvenuta tramite l'aggressione a Stati sovrani. L'autore richiama il sistema Metternich, basato sulla «forza nel diritto», ovvero regole condivise supportate dalla capacità di imporre il loro rispetto. Questo sistema fu ribaltato dalla Conferenza di Pace di Parigi del 1919, che vide l'ascesa del presidente americano Wilson e della Società delle Nazioni, fondata sull'illusione della "forza del diritto" senza un'autorità coercitiva.

Il fallimento della Società delle Nazioni, seguito dalla Seconda guerra mondiale, portò alla creazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1945, con l'obiettivo di ricostruire la pace. Tuttavia, la storia del dopoguerra è costellata di conflitti (Corea, Vietnam, Afghanistan, Iraq, Balcani, Ucraina) che hanno dimostrato l'impotenza dell'ONU e la persistente mancanza di quella "forza nel diritto" invocata da Metternich.

La radice profonda di questi mali, secondo Pio XII nella sua enciclica Summi Pontificatus (1939), risiede nella «negazione di una norma morale universale» e nell'«oblio della legge naturale». Il Pontefice affermava che il nuovo ordine mondiale non deve «riposare sulla infida sabbia di norme mutabili ed effimere», ma «sull’inconcusso fondamento, sulla roccia incrollabile del diritto naturale e della divina rivelazione». La legge naturale, universale e assoluta, è il fondamento per relazioni internazionali stabili; senza di essa, le norme positive sono soggette alla volontà delle maggioranze o delle potenze dominanti.

L'articolo conclude che la struttura dei rapporti internazionali è intrinsecamente anarchica, come osservato dal politologo Hedley Bull, a causa della mancanza di un'autorità superiore capace di imporre il rispetto delle regole. Nonostante una fitta rete di trattati e organizzazioni, la forza continua a dominare la scena pubblica. Papa Leone XIV, pur ribadendo che «la guerra non risolve i problemi, ma piuttosto li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli che richiedono generazioni per guarire», riconosce che la realtà contemporanea è una ferrea competizione tra grandi blocchi: Stati Uniti e democrazie occidentali contro un fronte guidato da Cina e Russia.

L'attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran, con radici nella rivoluzione islamica del 1979, è visto in questo contesto. Un successo militare degli Stati Uniti indebolirebbe il fronte cino-comunista, di cui l'Iran è uno snodo strategico. De Mattei afferma che ogni cattolico, avendo a cuore la vita della Chiesa, dovrebbe augurarsi l'affermazione dell'Occidente, poiché la sua sconfitta potrebbe portare a una riduzione della libertà di annunciare il Vangelo e a un'epoca di persecuzioni senza precedenti per la Chiesa cattolica.