Centro Culturale Blaise Pascal

Pizzaballa: “Non ci sono nuove crociate, Dio è con chi sta morendo”

16 marzo 2026Fonte: TGLA7
di Alessandra Livi

Il cardinale di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ha espresso una posizione ferma e preoccupata riguardo alla guerra in Medio Oriente, in un intervento video con la fondazione Oasis. Ha commentato per la prima volta le nuove ostilità contro l'Iran, ribadendo il concetto che la violenza genera solo violenza e rancore profondo. In risposta alle dichiarazioni del Segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth, che paragonava gli attacchi in Iran alle antiche crociate, Pizzaballa ha affermato con forza: "Non ci sono nuove crociate, Dio è con chi sta morendo". Ha sottolineato che "la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo", esortando i cristiani a non lasciare spazio a un linguaggio pseudoreligioso e a dire un chiaro "no". Ha ribadito che "Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono".

Pizzaballa ha anche descritto la drammatica situazione umanitaria a Gaza, criticando l'inefficacia del "Comitato per la Pace" di Trump. Ha evidenziato che "il 53% della Striscia è sotto il controllo diretto israeliano, il 47% dove si trova la maggior parte dei palestinesi è sotto il controllo di Hamas". La Striscia è distrutta all'80%, con due milioni di persone sfollate e prive di tutto. Solo 36 ospedali sono parzialmente operativi e mancano medicinali essenziali. La popolazione vive in condizioni disperate, "letteralmente nelle fognature, nelle tende", con la maggior parte delle scuole distrutte. Ha descritto un "circolo vizioso" in cui "se Hamas non consegna le armi, Israele non si ritira, Hamas non consegna le armi se Israele non si ritira", mantenendo la situazione bloccata e i confini chiusi.

La situazione in Cisgiordania, sebbene meno discussa, è altrettanto preoccupante e in deterioramento. Pizzaballa ha denunciato attacchi quasi quotidiani dei coloni contro palestinesi e cristiani, e la presenza di circa un migliaio di check point israeliani che ostacolano la libertà di movimento. Molti permessi vengono cancellati. Ha espresso timore per due recenti leggi: una sul catasto, che estende il controllo israeliano anche sull'Area A palestinese, e un'altra che non riconosce i titoli di studio palestinesi per le 15 scuole cristiane di Gerusalemme. Questo impedisce a 232 insegnanti cristiani di Betlemme di lavorare a Gerusalemme, creando gravi difficoltà per le scuole e le famiglie. La situazione generale rimane "molto complicata per tutti noi".