Famiglia nel bosco, la sussidiarietà violata
Il caso della "famiglia nel bosco" è stato un esempio di violazione del principio di sussidiarietà, caro alla Dottrina sociale della Chiesa. "L'autorità politica non deve sostituirsi alle società inferiori, ma lasciare che esercitino il loro dovere/diritto a perseguire il proprio bene". Nel caso in cui queste società siano incapaci o impossibilitate ad agire, l'autorità politica può intervenire, ma solo con spirito di supplenza e operando in modo che esse recuperino la loro autonomia.
La famiglia in questione era un'entità naturale con il diritto di organizzare la propria vita in vista del proprio bene familiare, "finché la sua esistenza è condotta senza violare principi di diritto naturale". Tuttavia, l'intervento della magistratura ha sostituito la famiglia, anziché offrirle aiuto e supporto. La sussidiarietà richiede che gli interventi dell'autorità politica siano fatti nel rispetto del diritto naturale e senza sostituirsi alle società naturali.
Il caso della "famiglia nel bosco" mostra come l'irruzione dello Stato in una famiglia possa essere un esempio di violazione del principio di sussidiarietà. "La famiglia non è un generico insieme di individui, ma una vera e propria società con una propria autorità, un fine da raggiungere consistente nel perseguimento del proprio bene comune". Gli interventi sussidiari devono essere svolti rispettando la natura della famiglia e senza disarticolarla.
